La Radura al Chiaro di Luna

Chiunque, in qualunque luogo, basta cercare l'uomo giusto per voi.
Edda Arnarsdottir
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Re: La Radura al Chiaro di Luna

Messaggio da Edda Arnarsdottir » 28/07/2018, 16:05

L'umana osserva l'elfo assorto nei suoi pensieri mentre guarda la statua di Re Har; con un piccolo sorriso comprensivo lascia che sia lui a riprendere il discorso. Una volta che la farfalla è volata via, Rebekka si allontana dai due e gattonando si mette ad esplorare il giardino. Ogni tanto si gira verso la madre e, quando vede che c'è ancora, continua il suo percorso, senza mai perderla di vista.

Non devi scusarti. Credo che...se ho capito bene, hai avuto una vita piuttosto...isolata dal mondo. E trovarsi appartenente ad un gruppo come il Branco di Re Har può essere spiazzante all'inizio. Ma vedrai che imparerai a sentirlo tuo anche con il tuo cuore, non solo con la tua testa.

Ascolta interessata le osservazioni di Nadyr.

RI-fondato il Trifoglio, un gruppo di questo nome, anche se con scopi molto diversi, esisteva già tanto tempo fa.

Lo sguardo di Edda ora sembra cercare qualcosa oltre quello che vede, nell'Elfo.

Sono sicura che tu sappia più di quello che dici, più di quello che credi di capire. E, perdonami, forse non sarai d'accordo con me - ma io sono convinta che gli ultimi attimi di una persona sono il risultato di tutta la sua vita. Non è il caso di comporre un'ode a ciò che ha fatto nei suoi anni, ma per descrivere la fine della sua vita qualcosa di lui devo sapere.
Vuoi raccontarmi di più dei vostri incontri? Quando lo hai conosciuto per la prima volta, cosa in lui ti è rimasto più impresso? Di cosa avete parlato? Come ti ha convinto a cambiare razza? Anche avendolo conosciuto cosi poco, hai comunque avuto modo di parlare con lui più volte. Come lo descriveresti? Ti ha parlato del Trifoglio? Ti ha detto quali erano i suoi obiettivi nella vita?
E poi l'ultimo giorno. Cosa è successo tra di voi e con lui ed i Sognanti? Perché è morto sacrificandosi? Perché il cambio d'idea? È stata una decisione ponderata o spontanea secondo te?


Edda ispira dopo questa raffica di domande. Un sorriso come a voler chiedere scusa per l'insistenza.

Spero che queste domande non ti diano fastidio. Ovviamente non devi rispondere se non vuoi, ma ogni informazione mi aiuta a capire di più su Aywendil, e se la canzone deve essere effettivamente su di lui e non sul rimorso e su ultime scelte che possono redimere tutta una vita, in generale, mi serve del materiale.
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Nàdyr
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Re: La Radura al Chiaro di Luna

Messaggio da Nàdyr » 30/07/2018, 16:29

- Vedi Edda, è prorpio questo il punto. - lo sguardo dell'elfo si perde lontano. - Ci sono tante, troppe domande che attendono una risposta. Non sai quante di queste mi hanno tormentato, e ancora lo fanno. Avrei voluto del tempo, nient'altro. Il tempo necessario per parlare con lui aoncora una volta e chiedere tutte le spiegazini che mi servono per darmi pace. E invece, più parlo di lui con te e più le domande crescono. - Solo una piccola pausa, ma sufficiente a dare enfasi a ciò che ne segue. - E con le domande anche i dubbi. -

Quindi si volta di nuovo verso la barda.
- I nostri incontri? Sono stati davvero pochi e no, non mi ha parlato del Trifoglio. - distoglie lo sguardo da quello dell'amica. - Beh ovviamente, no? Poi, ... abbiamo parlato... sì, della purezza della razza, e... I suoi obiettivi? - Ora lo sguardo è rivolto a terra. Scuote la testa. - Perché è morto sacrificandosi? Perché il cambio di traiettoria? Ecco è questo il punto. Io non lo so. Non ne ho idea. Lo speravo, sì, ho sempre sperato che si pentisse, da quando mi ha tradito, ma se dovessi spiegarne il perché non saprei davvero cosa... -

Una brezza gli sfiora il viso e gli scompiglia i capelli. Poi solleva di nuovo la testa e guarda Edda dritta negli occhi.
- Però è successo. Ha cambiato idea, si è pentito e ha chiesto perdono. E ci ha anche aiutato. Ha compiuto dei gesti tangibili, non sono solo parole vuote. No? E alloara mi chiedo: è davvero importante sapere il perché? Oppure è più importante sapere che adesso chiede perdono per ciò che ha fatto? Quando ti ho detto che mi interessa ricordare un momento ben preciso della sua vita, ovvero l'ultimo, ovvero il pentimento, non intendevo dire che volevo immortalare la scena così come è avvenuta, ma intendevo dire che voglio dare enfasi al concetto di "Pentimento" in sé. Colpa mia, non sono stato chiaro. Ma ecco, ripeto, non voglio una canzone che parli di Aywendil.

Piuttosto mi piacerebbe una canzone che parli di una luce, anche nelle tenebre. Un canto di speranza che sia per tutti, che unisca sentimenti cupi, come una vita condotta nell'errore, e sentimenti positivi, come il Perdono. Che parli di Cambiamento, che nasce dal Pentimento, e di una nuova Vita, che nasce dal Perdono. Che induca tutti coloro che sono in dubbio a rivedere le proprie posizioni, a chiedere scusa, a redimersi. Ma che serva ache a coloro che non riescono a perdonare i torti subiti, che cercano vendetta a tutti i costi, deve essere un canto anche per loro. Non può esistere il Pentimento senza in Perdono ed è questo che deve risultare chiaro, affinché ci sia speranza per tutti. E se la vita non dà scampo, che ci sia una speranza almeno nella morte.

Ecco, Edda, questo è il mio saluto a un uomo che non ho conosciuto davvero, ma che oggi chiamo "Padre". Io, da canto mio, l'ho già perdonato, e per questo a me non servono altre risposte. Saranno gli dei a giudicare il suo operato, e che abbiano misericordia della sua anima. -

Edda Arnarsdottir
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Re: La Radura al Chiaro di Luna

Messaggio da Edda Arnarsdottir » 07/08/2018, 9:21

Man mano che ascolta l'elfo, il volto della barda si illumina. Il suo sorriso è ora ampio e sincero.

È un'idea bellissima, mi piace tanto questa idea! Non avevo capito prima, ma ora mi è più chiaro. Parlare del perdono, del pentimento, dell'importanza di scegliere la via giusta, anche se sembra ormai tardi...fantastico. Cosi ognuno di noi si potrà immedesimare nella situazione - insomma, noi tutti abbiamo fatto qualcosa di cui ci siamo poi pentiti e che abbiamo cercato di rimediare, no?

Per un istante, il suo sguardo si fa nuovamente seria mentre sembra assorta nei ricordi. Ma dopo pochi secondi, si rivolge nuovamente a Nadyr.

Ora, scusami se insisto ancora, per ciò che riguarda il mio lavoro sono perfezionista.
Hai dei desideri particolari sulla struttura della canzone, ad esempio, vuoi un ritornello, o no, o lasci la scelta a me? E per quanto riguarda il tipo di melodia?


Edda guarda Rebekka, che ora sta tornando indietro verso la madre.

E poi, quello che mi piacerebbe anche sapere, una volta che lo sai tu, è come avevi pensato di inserire la canzone all'interno del rito.
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Nàdyr
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Re: La Radura al Chiaro di Luna

Messaggio da Nàdyr » 25/08/2018, 12:11

Nàdyr guarda l'amica sorridendo. 

- Ovviamente mi fido ciecamente della tua arte e ti do piena libertà su struttura, melodia, testo… solo una cosa ti chiederei: sarebbe bello se fosse un Canto Corale, così da poter essere più "condiviso", non so se mi spiego -


Poi fa una pausa, ci pensa su. 


- Prima però fammi raccontare qualcosa sulle nostre tradizioni, le nostre melodie, i nostri canti corali… Se puoi perdonare la mia voce sgraziata e le stonature, ti vorrei intonare, o piuttosto "stonare", un canto della mia infanzia -


L'elfo non aspetta la risposta dell'amica e comincia a cantare in elfico più o meno così : 

https://youtu.be/i7MLT4MmAK8


quando termina sorride grattandosi la testa con imbarazzo e ci tiene a precisare: 

- Ecco… questa è una tipica melodia elfica dai toni meno allegri. Ed è la tipica struttura di un Canto Solitario, molto diversa dai Canti Corali. -

Fa una breve pausa e riprende a passeggiare intorno come per concentrarsi meglio.


- Tutti i Canti Elfici sono in Elfico Antico, è ostico da comprendere anche per me. In tutti c'è sempre un elemento naturale, che sia albero, acqua, monte, bosco, fiume, cielo, valle, vento o lago, c'è sempre un dettaglio che richiamando la natura caratterizza il testo. -


Si ferma un attimo a guardare verso l'alto, come a riorganizzare le idee, poi riprende. 

- Inoltre c'è un altro concetto importante: il viaggio. Il cammino, la via da intraprendere, il percorso, come metafora della mutazione, della crescita, del divenire. A Ninde Telperien c'è un detto: "la foglia che si appoggia sulla superficie del ruscello non tornerà mai indietro". Ogni tappa importante della vita di un elfo è considerata un viaggio, perché segna un passaggio. Così ogni Canto riprende questo concetto anche nella struttura. Mi spiego meglio. 

 

Come ti dicevo esistono due tipi di canto. 


Il primo è  il Canto Solitario, intonato da una sola voce e in genere ha una struttura semplice: Passo, Ritornello, Passo, Ritornello, e così via. 

 

Il secondo è il Canto Corale ed ha la struttura di un viaggio fra i boschi di Quaenia.

  • Si inizia con una brevissima introduzione strumentale o con coro muto, detto Richiamo: serve per richiamare l'attenzione dei presenti ed inserirli nell'atmosfera.
  • Poi il Primo Cantore intona l'Apertura detta anche "Il Saluto del Viaggiatore": impone il ritmo e la tonalità del canto, apre la via e, in alcuni casi, con le parole invoca l'attenzione di persone importanti o delle Divinità. 
  • Segue un brevissimo Saluto da parte del coro, che rappresenta gli amici, i familiari, coloro che rimangono in attesa del ritorno. In genere è semplicemente una frase, poche parole.
  • Quindi ha luogo il Primo Passo, una strofa cantata dal Primo Cantore.
  • Segue il Ritorno o Ricordo Corale, ovvero il ritornello cantato dal coro appunto. Rappresenta il ricordo e il richiamo degli amici, delle terre natie. Di solito è breve e semplice da cantare in modo che chiunque si possa unire al coro.
  • Si alternano i Passi al Ritorno. I Passi, o strofe,  sono cantati ciascuno da un cantore solista, se ve ne sono più di uno, oppure, in caso di cerimonie, alcuni passi possono essere sostituiti da preghiere parlate, orazioni di un celebrante, invocazioni. Questo permette che cerimonia e canto siano un tutt'uno. Il Ritorno, invece, è sempre uguale e sempre cantato dal coro.
  • Si chiude con il l'Arrivo in cui i Cantori tutti insieme cantano una strofa differente dalle precedenti, mentre il Coro in sottofondo continua a cantare il Ritorno, con il testo oppure solo le note in coro muto. Ovviamente la strofa dell'Arrivo, in tonalità più alte, si deve accordare con il Ritorno cantato contemporaneamente su note più basse. Ma penso che per te sia ovvio. 
  • Infine si termina con l'Arrivederci o Saluto Finale cantato da tutti. In genere un frase terminale che chiude il tutto.


Ecco. Penso sia tutto. Ora anche tu conosci quello che in genere gli Elfi custodiscono gelosamente. Mi fido di te e ti stimo come barda, oltre che come medico, ma soprattutto come persona, per questo mi piace condividere con te parte delle nostre tradizioni. -


Sorride e accenna un inchino. 

- E se hai altre domande, non esitare, approfittane. -
Ultima modifica di Nàdyr il 30/08/2018, 13:19, modificato 1 volta in totale.

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Nàdyr
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Re: La Radura al Chiaro di Luna

Messaggio da Nàdyr » 30/08/2018, 13:07

Non le da neanche il tempo di rispondere e riprende: 

- Ah dimenticavo… Mai, mai parlare di Morte e di tenebre! Agli elfi, in genere, non piace l'oscurità e non hanno un buon rapporto con la Morte. Anche quando ci si riferisce alla notte in realtà si da enfasi alla luce che è in essa: si parla della Luna come l'astro che rischiara e segna il passaggio del tempo, oppure delle Stelle e delle Costellazioni, di cui ogni elfo sin da bambino impara i nomi e le caratteristiche, perché siano sempre la luce di riferimento quando la via sembra perduta. Così per esempio se vuoi parlare della Morte potresti riferirti alla Luna, come "la madre benevola che veglia", oppure alla stella Seìrios, "Il Lungo Sonno" oppure a Yldun, la stella de "l'ultimo balzo" -


Si interrompe di colpo, corruga le sopracciglia e guarda la barda con aria interrogativa. 


- Immagino che tu conosca la leggenda del Grande Lupo, giusto? -
Ultima modifica di Nàdyr il 30/08/2018, 13:07, modificato 1 volta in totale.

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